Perché Flavio Insinna secondo me va difeso

27 Mag

Il mio articolo su Libero sul caso Insinna e Affari tuoi.

In tv è timido e pacioccone, gentile, il fidanzato che ogni nonna vorrebbe per la propria nipote. A telecamere spente è scorretto, una iena incline al torpiloquio, un capo che insulta chi lavora con lui. Insomma, uno di noi.
Flavio Insinna è messo in croce per un servizio «fuori onda» di Striscia la notizia, il programma concorrente del suo Affari tuoi: dopo anni di Tapiri e servizi per demolire il format del programma e la correttezza del meccanismo, il tg di Antonio Ricci ha tirato fuori il carico da novanta contro l’ odiato showman. Martedì ha mostrato un Insinna inedito. Il video riguarda un episodio di febbraio 2015 ed è stato diffuso oggi, pare, per fare fuori Insinna dai palinsesti autunnali della Rai.

nana

Si vede una concorrente di Affari tuoi che viene dalla Val d’ Aosta. Nell’ audio «rubato» Insinna si lamenta per l’ appeal televisivo della donna e attacca il suo staff per non avere manipolato la scelta dei personaggi.
«Cambiano la Costituzione – si sente nell’ audio – hanno truccato le votazioni per fare la Repubblica sennò votavano la Monarchia e noi non possiamo mettere nella busta 5 simpatici? Abbiamo preso una nana che parla con le mani davanti alla bocca se no sta muta.
Avevamo due/tre fighi e sette dementi. Per farmi girare i coglio..i ce ne vuole, ci siete riusciti! Una nana ha giocato. Siamo riusciti a prendere degli stron…i come sempre, a tutti gli speciali». E poi vari «Cristo» e «merde» che volano…

Insomma, Insinna ha sbroccato. Quello che succede tutti i giorni nelle case degli italiani, nelle redazioni dei giornali, in mezzo al traffico quando qualcuno alla guida ci taglia la strada. Purtroppo è così. L’ aspetto più deteriore della nostra personalità è quello che vogliamo nascondere. Nelle circostanze ufficiali ci mostriamo al meglio, rispettosi dell’ etichetta, corretti. Poi gettiamo la maschera e siamo quello che siamo. Certo, fa più piacere pensare che le persone o i personaggi abbiano una sola faccia. Quella bella. Quella positiva.

Flavio-Insinna-Affari-Tuoi
Così non è. Se le telecamere nascoste di Striscia piazzassero microspie in una cena tra amici, o magari anche a una riunione di Famiglia cristiana, scoprirebbero un popolo di: assassini, sessisti, razzisti, discriminatori, traditori, scorretti, bastardi, omofobi. Ovviamente è sempre meglio non essere beccati, così come è preferibile che i nostri cellulari restino inviolati, ma l’ imprevisto capita. Spiace vedere i proprio idolo nei panni dell’ uomo medio, ma la differenza tra personaggio e persona esiste. Purtroppo non sono tutti come Gianni Morandi.

 

Flavio è un volto della tv pubblica, di quella Rai che ha chiuso in 24 ore un programma (Parliamone sabato) perché ha mandato in onda un servizio di dubbio gusto sulle delle donne dell’ Est, occupa il palinsesto dopo la messa in onda del Tg1 e gli investitori pubblicitari caricano di spot la sua fascia oraria perché lui è amato e rassicurante. E adesso che si scopre che è come tutti gli altri?
Andrea Fabiano, direttore di Raiuno, esprime solidarietà all’ attore, la signora in questione, quella chiamata “nana”, fa sapere di essere alta 1.55 e sostiene che il conduttore non sia degno di lavorare in tv. Non si può escludere nulla, soprattutto dopo il caso di Paola Perego, cacciata brutalmente dalla Rai per il sondaggio di cui sopra.

Da ambienti Rai pare che lo sfogo «rubato» al conduttore sia stato registrato a tradimento durante una riunione di redazione, quindi in un contesto privato. Da Striscia assicurano che gli insulti «sono partiti in studio, davanti al pubblico».
Vien voglia di difendere Insinna soprattutto se si leggono certi commenti dei contestatori del web che hanno più tempo da perdere che neuroni. «Mia moglie è piccolina, ma è molto più grande di te, pensa, 3 figli e in ogni parto 13 ore di travaglio, mamma, e lavoratrice, e molto altro ancora. Tutto questo in un metro e 56, tu non sai cosa sono le donne. Scarafaggio». Un genio.
Se Insinna fosse un uomo politico, un esponente delle Pari Opportunità, la questione si potrebbe porre. Così non è.
Quindi rilassiamoci tutti.

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