Mini recensione del libro di Matteo Renzi Avanti

20 Lug

Sono arrivata a pagina 100 di Avanti, il libro di Matteo Renzi. Per ora la recensione è: quanto sono bello, quanto sono bravo, quanto noi siamo diversi dagli altri. Comunque interessante e da leggere.

La parte più croccante è quando sbertuccia Enrico Letta, che aveva fatto fuori dopo il mitico “Stai sereno”, l’indimenticabile bacio di Giuda. Renzi spiega quella frase diventata poi tormentone.

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La cosa che mi è piaciuta di più è la replica del diretto interessato, oggi fuori dalla politica che conta. Enrico Letta mostra una verve inedita a Renzi che  lo accusa,  nel libro, di vittimismo e di aver messo il broncio quando ha perso la guida del governo. “A me sembra un caso psicanalitico”, dice Letta, “si sta avvitando in una spirale degna di Freud”. Glaciale.

Ho letto poi molti commenti sulla pagina ufficiale di Facebook di Matteo Renzi. Lui, all’inizio del libro, ha spiegato che la forza di ributtarsi nella mischia politica dopo la delusione del referendum di dicembre e le dimissioni da premier (che aveva promesso) gliel’hanno data proprio le persone per strada e al mercato che lo hanno spinto a non abbandonare l’Italia. Facciamo che gli crediamo. Tra i tanti commenti e le critiche, mi ha colpito una di queste, dalla signora Annarita. Che copio e incollo.

Gentile Matteo Renzi, sto leggendo il suo libro e mi sono soffermata sul passaggio in cui parla delle mamme. Scrive che in Italia le donne non fanno figli per paura di avere uno stop alla carriera o un peggioramento della situazione economica.
Io ho 35 anni e desidero un figlio da anni. Sono eterosessuale ma non ho ancora incontrato un uomo per condividere questo progetto. Inoltre ho scoperto, facendo esami a mie spese, che ho una grave insufficienza ovarica. Sempre a mie spese sto procedendo a crioconservare i pochi ovuli che posso raccogliere: nonostante i moniti del ministro Lorenzin sulla fertilità, infatti, non è un tipo di intervento che lo stato sostiene nonostante sarebbe una soluzione straordinaria. Naturalmente, dunque, è difficile che possa concepire. Resta la strada della procreazione eterologa ma non sono molti i posti che ho trovato che la praticano. Ma soprattutto: senza un uomo al mio fianco in Italia è impossibile.

Vengo al dunque.  Dunque quali potrebbero essere le mie speranze – e di tante altre donne – in un paese moderno, quale l’Italia non è? Fare un figlio da sola con i miei ovuli (speranza piuttosto vana), fare un figlio da sola con donatori esterni o adottare un bambino.  Entrambe le cose in Italia non sono possibili. Quindi: restano poche speranze di fare un figlio o di allevarlo a meno che non emigri all’estero. Ovviamente a mie spese.

Vede. La sua legge sulle unioni civili è sacrosanta ed  è il motivo per cui io domani voterei per Lei. Ma perché si parla solo di uteri in affitto e adozioni gay e non si parla di maternità delle donne single o adozione da parte dei single etero o gay non importa? Ci sarebbero molti più bambini in Italia, se questa diventasse un paese civile e normale, con questi diritti in più. Mi creda. Ci sono tante donne che non fanno figli per paura di non fare carriera, è vero, ma ce ne sono altrettante che non ne fanno perché non possono farlo come le altre  e perché lo stato non glielo permette.

Siete d’accordo con Annarita?

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