La Pagella dei famosi: Ilary Blasi, The Affair e 50 sfumature di Bobo Vieri

9 Dic

La Pagella dei famosi oggi su Libero.

10) La seconda stagione di The Affair, la serie di Showtime sulla relazione clandestina consumata negli Hamptons. I nodi vengono al pettine, e da serie tv su una tresca extraconiugale diventa un thriller eccezionale.

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9) Lunetta Savino ed Edwige Fenech: sono le nonne di E’ arrivata la felicità, i due personaggi più carismatici e divertenti della serie di Raiuno.
8) Ilary Blasi abbandona le Iene. Apprezzabile il fatto che si voglia godere in pace la maternità e che voglia dare una svolta alla sua carriera. Peccato per quel look durante l’ultima puntata: trasparenze sul pancione e ombelico sporgente.
7) Putin in tv. Il documentario sulla vita del presidente russo, in onda su Rete 4 a tarda sera, ha ottenuto un ottimo ascolto: 8.86% con 639.000 spettatori totali.
6) Marco Baldini. A furia di lamentare la sua grave situazione economica e lavorativa, ha ottenuto un impiego: Barbara D’Urso lo vuole nella sua Domenica Live da gennaio.
5) I primi risultati di Antonio Campo Dall’Orto, direttore generale Rai. Fa molto rumore l’esito (disastroso) degli ascolti di Callas: 7.8% di share in prima serata, doppiato da Il segreto di Canale 5.
4) L’insonnia di Cristiano Malgioglio. Racconta Chi che lo showman del Grande Fratello è stato «disturbato ancora una volta dalla passione urlata a squarciagola da una vicina focosa, ha chiamato la polizia per raffreddare il caldo momento d’amore dei suoi dirimpettai. Soddisfatto, alla fine si è fatto un selfie con gli agenti in divisa».
3) Cinquanta sfumature di Bobo Vieri. L’ex calciatore rilascia interviste per lanciare la sua autobiografia e si vanta di essere il Christian Gray italiano. O il nuovo Gigi Rizzi. Poveri noi.

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2) Facebook che ripropone le vecchie foto ai suoi utenti: effetto tristezza inevitabile.
1) I look esibiti dalle signore alla Prima della Scala. Che sembrava tanto il Carnevale di Rio. Commenta Alfonso Signorini: «Che tristezza la sfilata da circo alla prima della Scala. Rimpiango gli Anni 50: c’era rispetto per se stessi e per la Musica».

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