Intervista ad Alfonso Signorini: “Raggi, Santanchè, Belen e le corna: tutti i gossip dell’estate”

26 Giu

L’altro giorno ho fatto una lunga chiacchierata con Alfonso Signorini, che mi fa sempre impazzire dalle risate perché riesce sempre a unire l’alto e il basso, in questo caso Chopin e Daniela Santanché, Belen e sua nonna Armida, Virginia Raggi e Mara Venier. Mi ha detto che sta per lanciare un nuovo giornale rosa più popolare di Chi (al prezzo di un euro), che tornerà all’Isola e che ora è nelle spiagge italiane con il Chi Summer Tour. La cosa che mi ha fatto più piacere sapere è che tornerà in radio con una nuova versione dell’Alfonso Signorini Show, programma che amavo molto ed ascoltavo la mattina.

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Va beh, eccola su Libero. (non perdetevi i consigli su corna e telefonini)

Corna, scoop, momenti imbarazzanti, vip sbertucciati. L’estate solletica i nostri istinti più perfidi, la voglia di chiacchiericcio sotto l’ ombrellone e di farci i fatti degli altri. È il tempo dei settimanali rosa. I lettori vanno nelle edicole, ma capita anche il contrario: che un giornale vada dai lettori. Alfonso Signorini, da dieci anni alla guida del settimanale Chi, la Bibbia del gossip tricolore, lancia Chi Summer Tour, incontri, talk show, indiscrezioni e ospiti nelle località di vacanza: Forte dei Marmi, Porto Cervo e Milano Marittima. E con Libero fa il borsino dei personaggi.

Per sfidare l’ editoria in crisi bisogna andare a caccia di lettori in spiaggia? È nata così la sua idea?

«Lo scorso anno abbiamo fatto una serata simile al Twiga di Pietrasanta ed è stata un successo. Allora replichiamo. L’ estate è la stagione in cui le vendite si raddoppiano e andiamo a trovare i lettori in spiaggia. Il confronto con i nostri acquirenti mi stimola molto».

Cosa scopre?

«Innanzitutto una cosa che mi fa piacere e che stupisce: leggono il mio editoriale. Mi fa piacere perché lì c’è l’ Alfonso più autentico, quello che parla di amore, dolori, vita. Vuol dire che il pubblico ha fiducia. I lettori mi stilano il loro borsino dei personaggi, chi piace e chi no, quello che conta davvero».

E cosa le obiettano?

«Mi dicono: “Ma perché ogni settimana mettete Belen in copertina?”. È un personaggio che è amato o odiato, divide, ma regala sempre grandi risultati. I lettori si fidelizzano a una storia, come se fosse un fotoromanzo a puntate».

 E quali sono gli altri personaggi che interessano?

«I calciatori della Nazionale, se sopravvivono alla Spagna, l’ immarcescibile Belen, il mondo della Tv generalista».

Oltre al gossip, di cosa altro parlerà al Chi Summer Tour?

«Chirurgia, fitness, alimentazione, ci sarà un talk show condotto da me sulla tv con Mara Venier, Elenoire Casalegno e il marito Sebastiano Lombardi, direttore di Rete4. E poi l’argomento della stagione: le corna. Con la psicologa Ilaria Squaiella si parlerà di come gestire tradimenti e telefonini».

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 E come si gestiscono?

«Innanzitutto, come diceva mia nonna Armida: “Negare tutto, fino alla morte”. Per quanto riguarda i cellulari, il mio consiglio è: cambiare il nome dell’ amante, mettetene uno falso. Al posto di “patatina 1” o “patatina 2” scrivete ad esempio «Don Alfredo». Il mio telefono è pieno di preti e di suore. Ma mi raccomando, scriva che questi sono i miei consigli, non quelli della psicologa. Il Chi Summer Tour è a Marina di Pietrasanta (ancora oggi e domani all’ Ostras Beach; il 9 luglio a Porto Cervo e venerdì 22 e sabato 23 a Milano Marittima (Palace Hotel)».

Cosa altro emerge dal confronto con i lettori?

«Hanno dimostrato di aver preso le distanze dalla politica. Non frega a nessuno. E lo dice uno che ci ha sguazzato: dalla saga di Berlusconi alla Madia alla Boschi. Ora c’ è il rifiuto».

Non dica che Virginia Raggi non è un bocconcino! È la nuova Boschi?

«Ovviamente è una da monitorare. Se mi portano sulla scrivania le sue foto in costume hanno un buon valore. Per non parlare del topless, ma dubito che lo vedrò: i grillini sono i più bacchettoni di tutti. La lettera strappalacrime del marito della Raggi interessa solo agli addetti ai lavori; io me lo immagino che fa le vacanze con il volto della Raggi attaccato al camper».

 E la Appendino che ha trionfato a Torino?

«Per settimane ho creduto che Appendino fosse il soprannome di Fassino. Glielo giuro».

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 Ci credo. Però il topless della Santanchè lo ha pubblicato.

«Ma quella è una storia molto affascinante. Daniela Santanchè che si lascia con Alessandro Sallusti per mettersi con Dimitri, il marito di una sua amica, Patrizia; e Sallusti al centro del gossip con Patrizia, l’ex di Dimitri. In tanti anni di giornalismo rosa non avevo mai visto nulla di simile. La domanda tormentone che stuzzica i palati più pettegoloni è: ma la duplice liaison è nata prima, durante o dopo?»

Se non lo sa lei.

«Una girandola spiazzante. I maligni si chiedono cosa facessero quei quattro tutti insieme! ».

Ma perché è sicuro che la politica non tiri in copertina?

«Non c’ è un motivo preciso. Parlo dei settimanali popolari come il mio, non dei quotidiani. Pensiamo alle amministrative, all’affluenza: alla metà degli italiani la politica non interessa. Bruno Vespa ha fatto il 7% in prima serata con la politica su Raiuno. Non pongo limiti ai personaggi in copertina, con un unico diktat: no alla cronaca nera».

Invece Silvio Berlusconi in ospedale lo ha sentito?

«Sì. L’ ho sentito combattivo, arguto, gioviale. Ha passato un periodo difficile ma ora fa passi da gigante. Un lottatore del genere si trova ogni cento anni. Anche l’aver riconosciuto il valore delle due vincitrici grilline non è da tutti. È un uomo che non guarda solo al suo orticello, i giovani dovrebbero prendere esempio».

E come ha preso le lacrime della Pascale?

«Per come la conosco, è una donna che non trattiene le emozioni. Poteva piangere in bagno e non al terrazzo? Non è che in quei momenti ti controlli. Quanto al futuro di Forza Italia lascio le analisi agli altri. Mi ha indignato leggere che, subito dopo il ricovero del leader, alcuni esponenti si sono espressi sulle sorti del partito».

Tra poco verranno presentati i palinsesti autunnali Mediaset. La vedremo in qualche novità?

«In ballo c’ è qualcosa, ma bisogna aspettare gli annunci ufficiali. All’Isola dei famosi? Certo che tornerò: squadra che vince non si cambia, io e Mara Venier ci ritroveremo a marzo del prossimo anno. E tornerò anche in radio con un programma mattutino come fu l’Alfonso Signorini Show».

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Nuovi libri?

«A settembre esce quello su Chopin e George Sand: una storia d’ amore tormentata, molto moderna. A ottobre il mio romanzo su Maria Callas diventerà un film internazionale di cui curo la sceneggiatura con la regista Niki Caro. Le riprese si svolgeranno in Grecia, a Parigi, in Italia».

Professionalmente ha altri sogni?

«Penso di avere realizzato molte cose, sono anche giovane per poterlo dire. Da dieci anni dirigo un giornale che mi è cucito addosso e mi diverte ancora. Bisogna essere felici della propria normalità, che nel mio caso è eccezionale».

Ma è vero che sta progettando un nuovo giornale rosa?

«Sì. Lo stiamo studiando. Non sono vere alcune notizie che circolano. Il progetto non è affatto congelato, anzi. Si tratta di un settimanale molto popolare, diverso da Chi che ha un allure più “alta”. Di certo l’ estate non era il periodo giusto per partire con un nuovo giornale, mi concentro su Chi. Abbiamo fatto un primo test ed è andato molto bene. Lo abbiamo provato su gruppi di lettori di diverso livello culturale divisi tra Nord, Centro e Sud. Siamo in attesa dei risultati del secondo test, se tutto andasse per il meglio il lancio sarebbe un atto coraggioso in un momento di crisi dell’ editoria».

E sogni privati?

«Mi manca un figlio, ma sono contro ciò che non fa parte del corso della natura. Quando ero insegnante del liceo avevo tanti “figli”. Da professore ho toccato tutte le corde della paternità. Quando avevo la fidanzata e vivevamo insieme volevamo un figlio ma non avevamo il coraggio, non avremmo potuto mantenerlo. Adesso potrei mantenere una squadra di calcio, ma la mia vita è cambiata».

Niente utero in affitto come Niki Vendola?

«Lo lascio a lui. Ma non giudico nessuno. Vedendo le foto con il figlio, così piene di amore, non mi permetto. Dico solo che non è bello vivere in un Paese che legifera sulla stepchild adoption e non dice nulla sulle adozioni: da parte di coppie, single o gay non importa. Ci sono tanti bambini negli orfanotrofi ma per adottare un figlio, bisogna fuggire all’ estero».

 

 

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