Intervista a Belen, lo sfogo: “Basta veleni, non sono solo una mutanda”

12 Giu

La mia intervista su Libero a Belen Rodriguez.

È l’ argentina che ferma il traffico. Il sex symbol che non conosce tramonto, ma anche una ragazza che a 17 anni ha lasciato il Sud America da sola e senza un soldo ed è arrivata in Italia dove ha macinato scandali e amori, è vero, ma anche programmi di successo come L’ Isola dei famosi, Sanremo, Tu si que vales e Italia’ s Got Talent. Senza mai fermarsi. Senza appoggiarsi a uomini facoltosi e potenti.
Belen Rodriguez, 33 anni, mamma di Santiago ed ex moglie di Stefano Di Martino, amata e odiata, la donna da 10 milioni di seguaci, si racconta con sincerità, fierezza ma anche umiltà. Sa di essere una macchina da soldi, spiega i meccanismi che ci sono dietro alla fama, racconta i tre mesi più cupi della sua vita, si toglie qualche sassolino, guarda poco al futuro e vive il presente. Attualmente affianca Simona Ventura, conduttrice di Selfie, su Canale 5 in prima serata fino al 16 di giugno, un format prodotto dalla Fascino di Maria De Filippi.

Com’ è il tuo rapporto con la regina della tv?
«Di grande fiducia. Ormai collaboro con Maria dal 2011, prima con Amici, poi con Italia’ s Got Talent e Pequenos Gigantes. Si fida di quello che sono e di come mi comporto. E io sono lusingata per le riconferme nei suoi programmi».

In futuro?
«In futuro non so. La televisione cambia velocemente, le certezze sono poche, ma Selfie lo rifarei perché dà molte soddisfazioni, non è il solito programma in cui sei seduta su una sedia, qui vai a casa delle persone e le aiuti quando hanno problemi e disagi importanti, senza specularci sopra».

E che effetto ti ha fatto ritrovare Simona Ventura, colei che ti aveva lanciato con L’ Isola dei famosi del 2008?
«Bellissimo. Non bisogna mai scordarsi di chi ti ha scoperto. Lei mi ha “creato”, in un certo senso. Di casting ne avevo fatti molti, ma avevo problemi con il permesso di soggiorno. Simona fu testarda: “La voglio subito”. Le piaceva il mio carattere. È stato bello confrontarsi sullo stesso palco e vedere come sono cresciuta in questi anni. Allora, ai miei esordi, non sapevo neppure lanciare la pubblicità!».

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In Selfie spesso si aiutano persone a stare meglio con se stesse anche grazie a ritocchi e aiutini: ti sei mai trovata in questa situazione?
«Non l’ ho mai nascosto, ma non mi piace parlarne perché non è elegante. Non ho nulla contro la chirurgia a cui ricorrono le donne e anche gli uomini. Basta non rovinarsi e affidarsi a persone competenti. Che ti dicono: “Eh no, stai facendo una cazzata!”. Purtroppo viviamo in un mondo che si basa tanto sulle apparenze. Ho letto una lettera di una ragazza che non trova lavoro perché è brutta. Purtroppo nella nostra società un datore di lavoro preferisce assumere una commessa carina, perché magari può attirare più clientela maschile, rispetto a quella meno carina ma brava.Purtroppo dobbiamo vivere in questo mondo perché è l’ unico che esiste».
Un mondo che ti ha donato un corpo da favola.
«Dio mi ha fatto un grande regalo, ma do anche molto valore al resto. Mi do da fare».

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Trovi che le donne facciano più fatica degli uomini nel mondo del lavoro?
«Lo Stato potrebbe aiutare di più, ma ogni Paese ha le sue difficoltà. Io sono fortunata e ho ottenuto risultati stratosferici ma vengo da una famiglia normalissima in cui lavoravano sia mio padre che mia madre. Mamma si svegliava alle sei e faceva 60 chilometri di pullman ogni giorno, ma non per questo non era presente per i figli, anzi. Fa parte della normalità della vita: studiare, laurearsi o magari no, lavorare, avere una famiglia. Alcuni hanno più soddisfazioni e altri meno. Ma se ci paragoniamo con gli altri andiamo in depressione matematicamente, ognuno scrive la propria storia».

Come mai ogni cosa che tocchi diventa un “caso”?
«Il fatto che nascano polemiche è proporzionale alla popolarità di un personaggio. È il marketing».

Come funziona?
«Il mio nome, come quello di tanti altri, fa cliccare. Le persone lo cercano su Google e trovano le notizie su di me. Crea accessi e fa vendere i giornali. Si vede che vendo e che muovo l’ economia (ride, ndr)».
Prendiamo uno dei casi più recenti: quando sei andata, alcuni giorni fa, a testimoniare in Tribunale nel processo a Fabrizio Corona. Il Codacons si è chiesto come mai quattro agenti dei carabinieri ti scortassero…
«Una polemica assurda.Quello che so è che le forze dell’ ordine non possono lasciare scoperta una situazione delicata, un disagio. Io ti invito – lo giuro – a venire con me la prossima volta che devo andare a testimoniare, perché ci sarà».

Cosa vedrei?
«Si crea una calca pazzesca. I giornalisti e i paparazzi si avvicinano perché devono fare il loro lavoro. Io resto incastrata. Sessanta reporter che spingono e schiacciano. Inciampano, arrivano telecamere in testa. Una volta un paparazzo si è rotto il naso. Una situazione in cui chiunque si può fare male, non per colpa di qualcuno, ma per la ressa. Erano in quattro e quasi non bastavano ad arginare. Se non ci fossero stati quegli agenti sarei stata incastrata e il caos sarebbe stato maggiore. Sembravano foto di una diva ma non è così».

La tua vita è sempre così?
«In questo caso, magari, si poteva evitare il caos se non fosse stata pubblicizzata la notizia dell’ udienza».

Come fai a essere sulla breccia da 10 anni? Le mode vanno e vengono ma tu resisti.
«Non sono io che lo dovrei dire. Forse perché sono argentina, creo empatia, mi impegno tanto nel lavoro anche se oggi sono più selettiva.
Non ho mai avuto l’ appoggio di persone potenti. Dirò una frase forte ma davvero non sono mai scesa mai a compromessi, ogni decisione sentimentale che ho preso è perché mi scoppiava il cuore d’ amore. Ne vado fiera. Fatico a ricordare altre belle ragazze che sono durate tanto. Il lavoro in tv ce l’ ho dentro, mi impegno a conciliare tutto».

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La comica Virginia Raffaele di recente ha riproposto la tua parodia. Ti fa ridere o ti dà fastidio? «Non mi sta più simpatica quell’ imitazione. Lei ha un talento smisurato, ma se un personaggio ti ha portato al successo lo devi anche rispettare. Se fai tante puntate con la parodia di Belen, o di altre, perché a me pare che non si rinnovi mai, non ci puoi massacrare così sempre. All’ inizio era leggera, adesso è troppo. Si è persa nell’ emulazione, ora si diverte più a fare vedere la sua coscia per dimostrare che anche lei ha una fisicità notevole, per mostrare le sue di gambe. È decaduta nella volgarità. Scontata, banale».

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C’ è un episodio particolare che ti ha offesa?
«Sì. Nell’ annunciare l’ imitazione di Sabrina Ferilli ha detto, più o meno: “Vi presento questa attrice che senza fare sesso online è famosa lo stesso”. Cosa? Mi sono sentita ferita. Non ho mai nascosto quanto ho sofferto per la pubblicazione di quell’ atto vigliacco fatto dal mio ex fidanzato quando ero molto giovane, quando avevo accettato di fare l’ amore con il mio uomo – che non si può chiamare uomo – davanti a una videocamera. Un errore. Sono stata male tre mesi, chiusa in casa. Le parole di Virginia sono un’ offesa alle donne, una di loro si è tolta la vita per la vergogna. Se sei una comica punti alla felicità, a furia di ripeterti è ovvio che devi diventare sempre più pesante.
Non fai più ridere. Invece fai arrabbiare tutti i personaggi che imiti».

Chi è personaggio pubblico, avendo tanti vantaggi, deve accettare qualche grana.
«È un meccanismo che ho sempre capito, ma queste cose le volevo puntualizzare. Non sono solo una mutanda. Non sono volgare. Credo che abbia perso il rispetto delle donne».

Anni fa le critiche ti piovevano addosso perché pubblicavi sempre il volto di tuo figlio Santiago. Ti hanno segnata?
«Delle critiche ormai me ne infischio. Su Instagram, a differenza di Facebook, riscontro una maggiore civiltà.
La scelta di pubblicare meno foto di mio figlio era una decisione presa da suo padre (Stefano Di Martino, ndr) quando stavamo insieme, ma che io non condividevo. Ora se pubblico meno il suo volto è perché a volte semplicemente, tra il lavoro e il privato, non sempre ho tempo di condividere».

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Oggi che sei legata al pilota di MotoGp Andrea Iannone, in un uomo cosa cerchi?
«Non cerco questo o quello. Faccio i conti con me stessa. Voglio quello che vogliono tutti: amore, comprensione, protezione. Mi sento fortunata, ovvio».

Tra 20 anni come e dove ti vedi?
«Al lavoro. Senza non so stare. Serena, contenta. Vivo giorno per giorno. Meglio non fare lunghi programmi».

di Alessandra Menzani

Twitter @AMenzani

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