Dopo la rissa la rete si schiera con Fedez. Facci, invece…

10 Giu

Pubblico prima l’articolo di Filippo Facci su Fedez e poi un’indagine secondo cui la rete sta dalla parte del rapper dopo la nota rissa.

Filippo Facci su Libero

Ho 48 anni e sto scrivendo un articolo su un tamarro 25enne che ha fatto casino in una discoteca per truzzi, e che ieri ha mostrato gli addominali via twitter: in altre parole sono un fallito, ha ragione Grillo, noi giornalisti siamo tutti morti, lontani i tempi in cui il mio quotidiano mi spediva a San Pietroburgo a seguire concerti (di musica, mica Fedez) e in cui un mio articolo poteva far aprire inchieste e dimettere ministri.

Mi ha telefonato il vicedirettore, ma non l’ha impietosito neppure la minaccia (mia) di suicidio dalla Torre Branca, quella che signoreggia sulla discoteca per truzzi «Just Cavalli» e su Parco Sempione, ovviamente a Milano: è il luogo in cui Fedez, il tamarro 25enne che di professione fa musica rap e rompe i coglioni, secondo le cronache – compresa l’Ansa, che ha parlato con la Questura – l’altra notte, alle 4.30, avrebbe:

1) rifiutato di farsi fotografare con una ragazza, cioè un selfie;

2) compartecipato a una rissa e lanciato una bottiglia che ha mandato uno specchio in frantumi, e ferito una ragazza alla testa;

3) cercato di abbandonare la discoteca salvo chiamare la polizia perché i buttafuori non lo facevano uscire, e questo perché non era ancora arrivata la polizia (non ha senso, lo so);

4) rifiutato di sottostare agli accertamenti della polizia, come tutti gli altri testimoni, e filmato la scena con lo smartphone ed esclamato pure – secondo varie fonti – «polizia di merda»;

5) sostenuto che la polizia doveva tutelarlo in quanto vip, e minacciato i poliziotti di querela – un’altra;

6) denunciato effettivamente i poliziotti in Questura perché non lo avrebbero garantito adeguatamente, essendo lui un personaggio famoso. Altri dettagli dell’appassionante vicenda: pare che il tamarro sarà denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale («Siete delle merde, fate un lavoro di merda» detto ad alcuni poliziotti) e pare che anche la ragazza ferita potrebbe querelarlo.

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Poi naturalmente c’è la versione del tamarro, pardon di Fedez, che è questa, e chissà, magari ha ragione lui: un uomo a torso nudo – dice Fedez – si sarebbe avvicinato al suo tavolo iniziando a insultarlo a casaccio, dopodiché il tamarro avrebbe cercato di andarsene coi suoi amici e però la security l’ha bloccato. Questo dice la denuncia di Fedez per «abuso di potere».

Poi c’è la versione del suo avvocato, perché in Italia i rapper comunicano a mezzo ufficio legale: Fedez non c’entra col ferimento della ragazza (anzi, lui l’ha soccorsa, l’unico in tutta la discoteca) e quelle degli insulti ai poliziotti sono tutte balle, il legale diffida dallo scriverle; Fedez era semplicemente al Just Cavalli a festeggiare i compleanni di due amici (perché parliamo di questo: di gente che va a festeggiare i compleanni al Just Cavalli) ma c’erano troppi truzzi che volevano i selfie e allora si è creata ressa, è scoppiato un parapiglia – ma Fedez si era allontanato – e il parapiglia ha coinvolto i buttafuori e ferito una ragazza: ma è Fedez che ha chiamato la polizia. Ci credete? Sai che me ne frega: io non vedo l’ora di finire questo articolo da fallito, anche perché a stendermi è peraltro l’accoppiata Fedez-Just Cavalli. Micidiale. Lui è quello che è.

Il locale invece – posso esprimere pacatamente un parere personale? – è una cosa orrenda per gente orrenda, di quelli dove tanti piccoli Cristiano Ronaldo entrano accompagnati da filosofe dell’Est o di Lambrate, dove gente che indossa la cravatta alle 4 del mattino si mischia a zoccole leopardate o ad altra gente che – mentre tu ti senti invincibile col tuo tavolo prenotato e le tue bottiglie e le tue modelle un tanto a botta – ti si presenta effettivamente a torso nudo, così.

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E ora magari dovrei ricordare che Fedez è il tamarro tatuato che insulta tutti per farsi pubblicità con misere battutine per cerebrolesi, ricordare e contestualizzare le battute sceme contro Giovanardi, Renzi, Brunetta, Gasparri, Napolitano, tonnellate di giornalisti – querelati, tra questi io – e insomma eccolo qui il mio fallimento: parlare di questo coso scarabocchiato e ritrovarmi lanci come questo dell’Agenzia Italia: «Dalla lite di Fedez all’allarme Mers in Corea del Sud, ecco le 5 notizie di oggi da non perdere». Ma diosanto. Tutto perché questo qui «ha molto seguito» e perché un sacco di ragazzi e bambine guardano a quello che dice: ma scusa, vicedirettore, ma a noi che ce ne fotte? Mica comprano i giornali, dài, è tanto se conoscono i verbi all’infinito.

Fortuna che a soccorrermi giunge l’ennesima versione di Fedez alle 4 del pomeriggio: è un video in cui lo si vede un po’ stanco e affranto e «spaventato» (ha detto) in cui ricostruisce la nottata ancora una volta.

Dice che dal nulla ha visto la ragazza ferita, allora ha chiamato l’ambulanza, poi gli è arrivato un pugno in faccia (così, non si sa di chi) e ha chiamato pure la polizia, poi la polizia è arrivata ma Fedez dice di aver avvertito «un forte pregiudizio nei suoi confronti» e allora si è messo a fare dei video, un poliziotto l’ha accusato di aver tirato la bottiglia alla ragazza e allora Fedez ha preteso che il poliziotto lo ripetesse in video (tutto molto probabile) e comunque Fedez possiede «del materiale che porterò nelle sedi opportune». Ecco. Non abbiamo messo anche la versione di Fedez: ne abbiamo messe due o tre. Ora però ciao ciao, Fedez: torna alle tue canzoncine e piantala di scassarci la minchia.

 

Reputation Manager ha calcolato che la rete difende Fedez. Vediamo perché.

La notizia di Fedez e della rissa al Just Cavalli per un selfie non concesso ad una fan è naturalmente rimbalzata sui social, tra i commenti degli utenti e le risposte stesse del cantante dai suoi canali ufficiali. Su Twitter ieri l’hahstag #Fedez è stato in cima ai trend topic per diverse ore, e Reputation Manager, principale istituto italiano nell’analisi e misurazione della reputazione online dei brand e delle figure di rilievo pubblico ha rilevato complessivamente 2.267 tweet inviati da 1.510 utenti sul caso.   Fedez ha risposto direttamente su Facebook e Twitter alle accuse attraverso due post, uno dei quali in video, dichiarando che è tutto falso, e che le forze dell’ordine stanno cercando di cucirgli addosso un personaggio che non gli appartiene, “un pazzo che urlava in un locale “Sono un vip” e lanciava bottiglie in testa alle persone”.   I fan si sono schierati dalla parte dell’artista: complessivamente sono arrivati 79.940 like alle repliche di Fedez, che sono state condivise 7.193 volte e hanno ricevuto 4.771 commenti. La maggior parte sostiene Fedez e lo esorta a dire la sua verità:  Forse conviene che racconti anche la tua verità su cosa è successo ü  grande fedez continua così…fregatene di quello che scrivono anche se è difficile avrai sempre i fan perché sanno quanto sei una brava persona.. ü  Io ho portato mia figlia di 11 anni a vederti era stata operata al cuore da pochi giorni e tu e tutto il tuo staff siete stati gentilissimi e molto disponibili. Nn aggiungo altro. I commenti su Twitter tendono a ridimensionare l’accaduto, soprattutto attraverso l’ironia:   Oggi ho visto più articoli contro Fedez che contro Mafia Capitale. Un extraterrestre non capirebbe. #Fedez #MafiaCapitale #Buzzi ü  Io comunque alla storia di @Fedez che urla e aggredisce una ragazzina non ci crederei nemmeno se lo vedessi. #Fedez #MetodoBoffo ü  mi raccomando mandiamolo in tendenza per cose orribili che non ha fatto, ma poi stiamocene zitti quando compie azioni meritevoli. 

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Ciò che è accaduto ieri e le reazioni che ci sono state sembra confermare questa dicotomia, e il fatto che sia un personaggio che divide ma con un gran seguito da parte del suo pubblico sul web.   “Il caso ci dimostra che la reputazione non è un fattore passeggero– spiega Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager– la capacità di un evento singolo di ledere in modo rilevante l’immagine dipende sia dalla gravità dell’evento sia da quanto la reputazione sia costruita su solide basi. Fedez ha saputo costruire con i suoi fan un rapporto di fiducia e stima, e questo ha fatto sì che in una simile situazione abbia avuto molti sostenitori, per cui l’impatto è stato molto contenuto rispetto a quello che sarebbe stato se non avesse avuto l’appoggio dei fan”.

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